- Tratto dal film "Un sogno per domani"
Quante volte vi siete sentiti spettatori di un mondo a cui pensavate di non appartenere? Questo blog nasce dalla volontà di raccontare ed aggregare pensieri, emozioni, storie di vita ed esperienze personali di tutti coloro che pensano di avere "una finestra tra le nuvole" dalla quale guardare, immaginare e sognare una vita più bella e più giusta per tutti...
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lunedì 3 aprile 2017
La formula del "Mondo Perfetto"
- Tratto dal film "Un sogno per domani"
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lezioni di vita
domenica 28 febbraio 2016
Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo!
Se potessi cambiare qualcosa nel mondo, cosa cambieresti?
Se ognuno di noi si ponesse questa domanda ogni giorno applicandosi nel trovare delle risposte, forse la nostra vita sarebbe diversa, il nostro mondo sarebbe un posto migliore.
A volte cerchiamo la felicità al di fuori di noi, la leghiamo a delle persone o delle cose; in questo modo non riusciremo mai a trovarla, ad essere veramente felici. Allora cosa fare?
Come diceva Einstein "Se vuoi una vita felice, devi dedicarla ad un obiettivo".
Perciò cercate di capire qual è la vostra passione, quali sono i vostri talenti, in che modo potete fare la differenza per la vostra vita e per quella degli altri.
Mi fermo a pensare, allora, a che cosa mi piace veramente fare, per che cosa mi batte ancora il cuore o mi brillano gli occhi. Scrivo una lista...
Presi dalla vita quotidiana dimentichiamo troppo spesso che siamo fatti per uno scopo e se non riusciamo a capire ancora quale, allora dobbiamo assolutamente trovarlo. Non è necessario essere artefici di grandi imprese, fare cose eccezionali; possiamo cominciare facendo piccoli passi, attraverso piccoli obiettivi, tutto qui.
Non è difficile ce la puoi fare!
Se pensiamo che la popolazione mondiale è composta da più di 7 miliardi di persone e che se ognuna di queste persone riuscisse a raggiungere un piccolo obiettivo di cambiamento, il mondo diventerebbe un posto meraviglioso sicuramente!
"Se vuoi la felicità per un'ora, fatti una dormita. Se vuoi la felicità per un giorno, vai a pescare. Se vuoi la felicità per un mese, sposati. Se vuoi la felicità per un anno, eredita una fortuna. Se vuoi la felicità per la vita, aiuta gli altri"
- Antico proverbio cinese -
Se ognuno di noi si ponesse questa domanda ogni giorno applicandosi nel trovare delle risposte, forse la nostra vita sarebbe diversa, il nostro mondo sarebbe un posto migliore.
A volte cerchiamo la felicità al di fuori di noi, la leghiamo a delle persone o delle cose; in questo modo non riusciremo mai a trovarla, ad essere veramente felici. Allora cosa fare?
Come diceva Einstein "Se vuoi una vita felice, devi dedicarla ad un obiettivo".
Perciò cercate di capire qual è la vostra passione, quali sono i vostri talenti, in che modo potete fare la differenza per la vostra vita e per quella degli altri.
Mi fermo a pensare, allora, a che cosa mi piace veramente fare, per che cosa mi batte ancora il cuore o mi brillano gli occhi. Scrivo una lista...
Presi dalla vita quotidiana dimentichiamo troppo spesso che siamo fatti per uno scopo e se non riusciamo a capire ancora quale, allora dobbiamo assolutamente trovarlo. Non è necessario essere artefici di grandi imprese, fare cose eccezionali; possiamo cominciare facendo piccoli passi, attraverso piccoli obiettivi, tutto qui.
Non è difficile ce la puoi fare!
Se pensiamo che la popolazione mondiale è composta da più di 7 miliardi di persone e che se ognuna di queste persone riuscisse a raggiungere un piccolo obiettivo di cambiamento, il mondo diventerebbe un posto meraviglioso sicuramente!
"Se vuoi la felicità per un'ora, fatti una dormita. Se vuoi la felicità per un giorno, vai a pescare. Se vuoi la felicità per un mese, sposati. Se vuoi la felicità per un anno, eredita una fortuna. Se vuoi la felicità per la vita, aiuta gli altri"
- Antico proverbio cinese -
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lunedì 7 dicembre 2015
Il giudizio ci allontana dagli altri
A chi di voi non è mai capitato di sentirsi giudicato, di ricevere critiche che minano la nostra autostima e di conseguenza la fiducia in noi stessi e negli altri.
Per poter vivere delle relazioni felici in amore, nel lavoro, in amicizia, occorre abbondare il giudizio; siamo essere sociali e come tali abbiamo bisogno di sentirci accettati, di ricevere fiducia e rispetto dagli altri.
Per poter vivere delle relazioni felici in amore, nel lavoro, in amicizia, occorre abbondare il giudizio; siamo essere sociali e come tali abbiamo bisogno di sentirci accettati, di ricevere fiducia e rispetto dagli altri.
Si dice che per ogni dito
che puntiamo verso gli altri, le altre dita risultano puntate contro di noi, ve ne siete mai accorti?
Riporto un breve racconto tratto da un libro che ho letto
"Un maestro zen è in viaggio con un suo allievo lungo una strada fangosa. Ad un certo punto incontrano una bella ragazza in kimono e sciarpa di seta che non può attraversare quella melma senza rovinarsi il vestito. Il maestro la prende in braccio e la trasporta sull'altro lato della strada. L'allievo si rabbuia, contrariato e deluso dall'azione del maestro.
Per tutto il giorno se ne sta irritato ed in silenzio. Alla sera, non resistendo più, riprende apertamente il maestro:"Hai peccato. Noi monaci non avviciniamo le donne, è pericoloso e immorale. Perchè l'hai fatto?" L'altro sorride e risponde:"Io quella ragazza l'ho lasciata laggiù. Sei tu che la stai ancora portando con te".
Spesso è proprio quello che facciamo fatica ad accettare di noi stessi che ci da fastidio negli altri.
Riflettiamo....
Riporto un breve racconto tratto da un libro che ho letto
"Un maestro zen è in viaggio con un suo allievo lungo una strada fangosa. Ad un certo punto incontrano una bella ragazza in kimono e sciarpa di seta che non può attraversare quella melma senza rovinarsi il vestito. Il maestro la prende in braccio e la trasporta sull'altro lato della strada. L'allievo si rabbuia, contrariato e deluso dall'azione del maestro.
Per tutto il giorno se ne sta irritato ed in silenzio. Alla sera, non resistendo più, riprende apertamente il maestro:"Hai peccato. Noi monaci non avviciniamo le donne, è pericoloso e immorale. Perchè l'hai fatto?" L'altro sorride e risponde:"Io quella ragazza l'ho lasciata laggiù. Sei tu che la stai ancora portando con te".
Spesso è proprio quello che facciamo fatica ad accettare di noi stessi che ci da fastidio negli altri.
Riflettiamo....
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giovedì 29 gennaio 2015
Rendiamo straordinaria la nostra vita!
"..Cogli la rosa quando è il momento. in latino si dice Carpe Diem. Usiamo queste parole perchè siamo cibo per i vermi. Perchè strano a dirsi ognuno di noi in questa stanza un giorno smetterà di respirare, diventerà freddo e morirà..."
- Dal film "L'attimo fuggente"
CARPE DIEM......
Rendiamo straordinaria la nostra vita ogni giorno, senza sprecarne neanche un secondo.
Questo è quanto mi sento di consigliare oggi!
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lunedì 19 gennaio 2015
Se è vero amore...
- David, ti ho mai detto che ti amo?
- No
- Ti amo
- Ancora?
- Sempre!
[Dal film: Proposta Indecente]
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martedì 23 dicembre 2014
Il "grande" uomo e la "povera" terra
Se solo tutti riuscissimo a cambiare le nostre azioni, cambieremmo il mondo...!
Non oso immaginare come sarà il nostro prossimo futuro!!
Riflettiamo tutti...
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lunedì 13 gennaio 2014
martedì 26 novembre 2013
“La vita non è quello che dovrebbe essere. È quello che è. È come l’affrontiamo che fa la differenza”.
Virginia Satir
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mercoledì 6 novembre 2013
Il potere della giusta comunicazione
Se ci soffermassimo a pensare quante cose potrebbero cambiare se solo cominciassimo ad utilizzare un linguaggio diverso con le persone che ci circondano.
Non mi riferisco solo alle parole - potente strumento di comunicazione - ma anche a quell'insieme di elementi che costituisce il cosiddetto linguaggio non verbale.
Creare quello che in gergo i tecnici chiamano "rapport" con le persone, significa proprio immedesimarsi nel loro mondo, calarsi nei loro atteggiamenti, usare il loro stesso linguaggio.
Cambiamo le parole...cambieremo anche il nostro mondo!
Non mi riferisco solo alle parole - potente strumento di comunicazione - ma anche a quell'insieme di elementi che costituisce il cosiddetto linguaggio non verbale.
Creare quello che in gergo i tecnici chiamano "rapport" con le persone, significa proprio immedesimarsi nel loro mondo, calarsi nei loro atteggiamenti, usare il loro stesso linguaggio.
Cambiamo le parole...cambieremo anche il nostro mondo!
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venerdì 31 maggio 2013
tratto dal film "big kahuna"
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venerdì 21 ottobre 2011
Riprendo possesso del mio blog, che per vari motivi avevo un po’ abbandonato.
Succede….
Nella vita non si finisce mai di imparare, pensi che il peggio non possa mai essere “peggiore”, pensi che le persone che conosci non ti possano mai tradire nella fiducia che riponi in loro, pensi che la mediocrità abbia sempre un limite, che la falsità e le bugie non possano mai essere tali da colpirti nell’anima, eppure….
Eppure succede ogni giorno, continuamente.
Ti illudi che le persone non siano poi tutte uguali, che c’è sempre qualcosa di buono anche nei frutti marci, che in fondo quel che vedi non è reale, ma è solo un modo per non accettare la realtà.
Cari amici una persona può credere di essere preparata a tutto, ma c’è sempre qualcosa che riesce a coglierti di sorpresa e ti lascia incapace di agire. L’importare è trovare il modo per risollevarsi e guardare avanti.
C’è una frase significativa di Paulo Coelho che mi piace molto “Quando non si può tornare indietro, bisogna solo cercare il modo migliore per avanzare”
Così stò cercando il modo migliore per avanzare….
Qualcuno dice che per fare entrare il nuovo nella nostra vita, bisogna abbandonare il vecchio, solo così riusciremo a trovare pace, benessere e forse felicità
Ci sto provando…..vi terrò aggiornati!!
Succede….
Nella vita non si finisce mai di imparare, pensi che il peggio non possa mai essere “peggiore”, pensi che le persone che conosci non ti possano mai tradire nella fiducia che riponi in loro, pensi che la mediocrità abbia sempre un limite, che la falsità e le bugie non possano mai essere tali da colpirti nell’anima, eppure….
Eppure succede ogni giorno, continuamente.
Ti illudi che le persone non siano poi tutte uguali, che c’è sempre qualcosa di buono anche nei frutti marci, che in fondo quel che vedi non è reale, ma è solo un modo per non accettare la realtà.
Cari amici una persona può credere di essere preparata a tutto, ma c’è sempre qualcosa che riesce a coglierti di sorpresa e ti lascia incapace di agire. L’importare è trovare il modo per risollevarsi e guardare avanti.
C’è una frase significativa di Paulo Coelho che mi piace molto “Quando non si può tornare indietro, bisogna solo cercare il modo migliore per avanzare”
Così stò cercando il modo migliore per avanzare….
Qualcuno dice che per fare entrare il nuovo nella nostra vita, bisogna abbandonare il vecchio, solo così riusciremo a trovare pace, benessere e forse felicità
Ci sto provando…..vi terrò aggiornati!!
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mercoledì 23 marzo 2011
Destinazione: Libertà
Una volta mi trovavo ad una mostra di libri, ricordo che attraversavo un momento particolare della mia vita, forse qualcuno di voi ci sarà passato.
Sono quei momenti in cui non sai perché, senza un motivo valido, senti che nulla è come vorresti e cerchi di fuggire disperatamente dalla realtà.
Quante volte cerchiamo la felicità nelle cose o nelle persone e non ci rendiamo conto che la nostra è una ricerca vana; non riusciremo mai a trovare ciò che vogliamo se prima non liberiamo il nostro cuore ed i nostri pensieri dalle catene che ci legano e che non riusciamo a spezzare.
Dunque, dicevo che ero a questa mostra di libri alla ricerca di qualcosa che riuscisse a colpire la mia immaginazione e la mia curiosità di lettrice, o forse soltanto qualcosa che mi aiutasse a fuggire da tutto.
Ammetto che vagavo senza quasi nessun pensiero, quando ad un tratto mi fermo accanto ad uno stand di stampe alternative; la mia curiosità è attratta da un libricino in particolare che riportava il seguente titolo: “Manuale per non suicidarsi”.
Decisi di acquistarlo.
Non vi spaventate, anche la ricerca della morte è qualcosa di straordinariamente difficile da realizzare e necessita di molto coraggio o molta incoscienza per applicarne i principi. Insomma se sono ancora qui a raccontare si vede che mi mancano entrambe le cose.
La cronaca ci informa quotidianamente di persone che si uccidono per i motivi più svariati, io invece sono convinta che se riuscissimo a trovare la libertà interiore che costantemente ricerchiamo, la vita sarebbe più facile per tutti.
Sembra paradossale ma è più difficile e più coraggioso cercare di vivere che smettere di farlo.
Dalla lettura attiva di quel piccolo libricino, che divorai in poche ore, mi resi conto che, seppure ci fosse stato un motivo, non avrei mai avuto il coraggio di mettere in pratica le istruzioni in esso contenute, troppo facile sarebbe stato ed onestamente alcuni metodi facevano veramente venire i brividi.
In realtà lo scopo del manuale era proprio quello di scoraggiare eventuali intenzioni attraverso la descrizione di tutti i possibili metodi per togliersi la vita elencati in ordine alfabetico, spiegati tecnicamente, dettagliati nei particolari e soprattutto nelle “controindicazioni”.
Evidentemente nella mente dell’autore c’era l’idea che solo banalizzando quest’atto con un prontuario per l’uso si può privarlo dell’aura di terribile fascino da cui è ancora ammantato, e che, probabilmente, attira più di quanto non spaventi.
Questo breve racconto serve solo a dar coraggio a chi pensa che le difficoltà della vita siano insormontabili e non vede realizzarsi i propri sogni.
Non è così, dobbiamo solo crederci, il tempo passa, sfruttiamo ogni istante che abbiamo, liberiamoci dalla schiavitù che ci costringe ad un malessere interiore e saremo tutti un po’ più liberi, un pò più felici.
Sono quei momenti in cui non sai perché, senza un motivo valido, senti che nulla è come vorresti e cerchi di fuggire disperatamente dalla realtà.
Quante volte cerchiamo la felicità nelle cose o nelle persone e non ci rendiamo conto che la nostra è una ricerca vana; non riusciremo mai a trovare ciò che vogliamo se prima non liberiamo il nostro cuore ed i nostri pensieri dalle catene che ci legano e che non riusciamo a spezzare.
Dunque, dicevo che ero a questa mostra di libri alla ricerca di qualcosa che riuscisse a colpire la mia immaginazione e la mia curiosità di lettrice, o forse soltanto qualcosa che mi aiutasse a fuggire da tutto.
Ammetto che vagavo senza quasi nessun pensiero, quando ad un tratto mi fermo accanto ad uno stand di stampe alternative; la mia curiosità è attratta da un libricino in particolare che riportava il seguente titolo: “Manuale per non suicidarsi”.
Decisi di acquistarlo.
Non vi spaventate, anche la ricerca della morte è qualcosa di straordinariamente difficile da realizzare e necessita di molto coraggio o molta incoscienza per applicarne i principi. Insomma se sono ancora qui a raccontare si vede che mi mancano entrambe le cose.
La cronaca ci informa quotidianamente di persone che si uccidono per i motivi più svariati, io invece sono convinta che se riuscissimo a trovare la libertà interiore che costantemente ricerchiamo, la vita sarebbe più facile per tutti.
Sembra paradossale ma è più difficile e più coraggioso cercare di vivere che smettere di farlo.
Dalla lettura attiva di quel piccolo libricino, che divorai in poche ore, mi resi conto che, seppure ci fosse stato un motivo, non avrei mai avuto il coraggio di mettere in pratica le istruzioni in esso contenute, troppo facile sarebbe stato ed onestamente alcuni metodi facevano veramente venire i brividi.
In realtà lo scopo del manuale era proprio quello di scoraggiare eventuali intenzioni attraverso la descrizione di tutti i possibili metodi per togliersi la vita elencati in ordine alfabetico, spiegati tecnicamente, dettagliati nei particolari e soprattutto nelle “controindicazioni”.
Evidentemente nella mente dell’autore c’era l’idea che solo banalizzando quest’atto con un prontuario per l’uso si può privarlo dell’aura di terribile fascino da cui è ancora ammantato, e che, probabilmente, attira più di quanto non spaventi.
Questo breve racconto serve solo a dar coraggio a chi pensa che le difficoltà della vita siano insormontabili e non vede realizzarsi i propri sogni.
Non è così, dobbiamo solo crederci, il tempo passa, sfruttiamo ogni istante che abbiamo, liberiamoci dalla schiavitù che ci costringe ad un malessere interiore e saremo tutti un po’ più liberi, un pò più felici.
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mercoledì 15 dicembre 2010
La leggenda del vischio
"C'era una volta, in un paese tra i monti, un vecchio mercante. L'uomo viveva solo, non si era mai sposato e non aveva piu' nessun amico. Per tutta la vita era stato avido e avaro, aveva sempre anteposto il guadagno all'amicizia ed ai rapporti umani. L'andamento dei suoi affari era l'unica cosa che gli importava.
Di notte dormiva pochissimo, spesso si alzava e andava a contare il denaro che aveva in casa, nascosto in una cassapanca.
Per avere sempre piu' soldi, a volte, si comportava in modo disonesto ed approfittava della ingenuita' di alcune persone. Ma tanto a lui non importava, perche' non andava mai oltre le apparenze. Non voleva conoscere gli uomini con i quali faceva affari. Non gli interessavano le loro storie ed i loro problemi. E per questo motivo nessuno gli voleva bene.
Una notte di dicembre, ormai vicino a Natale, il vecchio mercante non riusciva a dormire e dopo aver fatto i conti dei guadagni, decise di uscire a fare una passeggiata.
Comincio' a sentire delle voci e delle risate, urla gioiose di bambini e canti. Penso' che di notte era strano udire tanto chiasso in paese. Si incuriosi' perche' non aveva ancora incontrato nessuno, nonostante voci e rumori sembrassero molto vicini.
A un certo punto comincio' a sentire qualcuno che pronunciava il suo nome, chiedeva aiuto e lo chiamava fratello. L'uomo non aveva fratelli o sorelle e si stupi'.
Per tutta la notte, ascolto' le voci che raccontavano storie tristi e allegre, vicende familiari e d'amore. Venne a sapere che alcuni vicini erano molto poveri e che sfamavano a fatica i figli; che altre persone soffrivano la solitudine oppure che non avevano mai dimenticato un amore di gioventu'.
Pentito per non aver mai capito che cosa si nascondeva dietro alle persone che incontrava tutti i giorni, l'uomo comincio' a piangere. Pianse cosi' tanto che le sue lacrime si sparsero sul cespuglio al quale si era appoggiato.
Le lacrime non sparirono al mattino ma continuarono a splendere come perle. Era nato il vischio".
(dal sito http://www.augurinatale.it/fiabe.htm)
Una fiaba antica per ricordarci di quanto a volte siamo fortunati e non ce ne accorgiamo.
Per tutti quelli che forti della loro ipocrisia diventano "più buoni" solo perchè è Natale.
Impariamo ad esserlo sempre e con tutti, soprattutto con quelli con cui non vorremmo mai farlo; allora sì che avranno un senso le nostre azioni, indipendentemente dal periodo in cui le compiamo.
Serena vita a tutti!!!
Di notte dormiva pochissimo, spesso si alzava e andava a contare il denaro che aveva in casa, nascosto in una cassapanca.
Per avere sempre piu' soldi, a volte, si comportava in modo disonesto ed approfittava della ingenuita' di alcune persone. Ma tanto a lui non importava, perche' non andava mai oltre le apparenze. Non voleva conoscere gli uomini con i quali faceva affari. Non gli interessavano le loro storie ed i loro problemi. E per questo motivo nessuno gli voleva bene.
Una notte di dicembre, ormai vicino a Natale, il vecchio mercante non riusciva a dormire e dopo aver fatto i conti dei guadagni, decise di uscire a fare una passeggiata.
Comincio' a sentire delle voci e delle risate, urla gioiose di bambini e canti. Penso' che di notte era strano udire tanto chiasso in paese. Si incuriosi' perche' non aveva ancora incontrato nessuno, nonostante voci e rumori sembrassero molto vicini.
A un certo punto comincio' a sentire qualcuno che pronunciava il suo nome, chiedeva aiuto e lo chiamava fratello. L'uomo non aveva fratelli o sorelle e si stupi'.
Per tutta la notte, ascolto' le voci che raccontavano storie tristi e allegre, vicende familiari e d'amore. Venne a sapere che alcuni vicini erano molto poveri e che sfamavano a fatica i figli; che altre persone soffrivano la solitudine oppure che non avevano mai dimenticato un amore di gioventu'.
Pentito per non aver mai capito che cosa si nascondeva dietro alle persone che incontrava tutti i giorni, l'uomo comincio' a piangere. Pianse cosi' tanto che le sue lacrime si sparsero sul cespuglio al quale si era appoggiato.
Le lacrime non sparirono al mattino ma continuarono a splendere come perle. Era nato il vischio".
(dal sito http://www.augurinatale.it/fiabe.htm)
Una fiaba antica per ricordarci di quanto a volte siamo fortunati e non ce ne accorgiamo.
Per tutti quelli che forti della loro ipocrisia diventano "più buoni" solo perchè è Natale.
Impariamo ad esserlo sempre e con tutti, soprattutto con quelli con cui non vorremmo mai farlo; allora sì che avranno un senso le nostre azioni, indipendentemente dal periodo in cui le compiamo.
Serena vita a tutti!!!
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lunedì 11 ottobre 2010
Il Mondo Perfetto non esiste
Sono stanca di svegliarmi al mattino e guardare allo specchio il riflesso di una persona incapace di cambiare.
Sono stanca di percorrere lo stesso tragitto ogni giorno per recarmi in una stanza a condividere ore e giorni con persone spesso lontane dal mio essere “io”.
Sono stanca di accendere la tv ed essere sopraffatta dai programmi di finto moralismo e piena ipocrisia, il cui unico obiettivo è il raggiungimento dell’audience oltre che il plagio mediatico sul “popolo italiano” dei cinepanettoni e dei reality show.
Sono stanca di questo mondo violento, tiranna, politicamente e moralmente corrotto dai propri bisogni materiali e carnali.
Sono stanca di non avere il coraggio di riempire una borsa di sogni e partire per un giro del mondo la cui meta finale è solo il punto di partenza per nuova vita e non il punto di arrivo.
Poi ci chiedono di immaginare e sperare un mondo perfetto sena fame, senza povertà, senza violenza, in cui lo slogan principale sia “siamo tutti fratelli”.
Bhè, permettetemi di essere stanca di tutte le parole che ascolto e di porre una riflessione su tutto questo.
Non esiste il mondo perfetto, non esistono persone perfette, esiste solo la nostra volontà di raggiungere una perfezione interiore che ci ponga in pace con noi stessi, con la nostra vita terrena e forse con la nostra vita ultraterrena, ammettendo che esista!
Io sono ancora alla ricerca della mia pace.
Sono stanca di percorrere lo stesso tragitto ogni giorno per recarmi in una stanza a condividere ore e giorni con persone spesso lontane dal mio essere “io”.
Sono stanca di accendere la tv ed essere sopraffatta dai programmi di finto moralismo e piena ipocrisia, il cui unico obiettivo è il raggiungimento dell’audience oltre che il plagio mediatico sul “popolo italiano” dei cinepanettoni e dei reality show.
Sono stanca di questo mondo violento, tiranna, politicamente e moralmente corrotto dai propri bisogni materiali e carnali.
Sono stanca di non avere il coraggio di riempire una borsa di sogni e partire per un giro del mondo la cui meta finale è solo il punto di partenza per nuova vita e non il punto di arrivo.
Poi ci chiedono di immaginare e sperare un mondo perfetto sena fame, senza povertà, senza violenza, in cui lo slogan principale sia “siamo tutti fratelli”.
Bhè, permettetemi di essere stanca di tutte le parole che ascolto e di porre una riflessione su tutto questo.
Non esiste il mondo perfetto, non esistono persone perfette, esiste solo la nostra volontà di raggiungere una perfezione interiore che ci ponga in pace con noi stessi, con la nostra vita terrena e forse con la nostra vita ultraterrena, ammettendo che esista!
Io sono ancora alla ricerca della mia pace.
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martedì 21 settembre 2010

"Le corde del tuo cuore dovrebbero essere un po' più tese, in modo che in te possa scaturire l'amore; e le corde della tua mente dovrebbero essere un po' più allentate, in modo che in te possa scaturire un'intelligenza vigile e non la pazzia.
Se queste corde del tuo essere fossero entrambe equilibrate, in te potrebbe nascere la musica della vita"
--Osho--
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martedì 14 settembre 2010
La libertà è dentro di noi
Immaginate la seguente scena molto comune al giorno d’oggi:
Ci sono due persone che parlano della vita, dei problemi, del lavoro che non è mai quello desiderato, di una ipotetica vincita al superenalotto.
Ad un certo punto una fa all’altra “ Vorrei vincere tanti soldi, così potrei andarmene da qui, lasciare questo lavoro che non ho il coraggio di lasciare ed avere finalmente la libertà”.
L’altra fa una breve pausa e poi risponde ” Non è con i soldi che acquisti la libertà. La libertà è dentro di noi”.
A volte ci facciamo trasportare talmente tanto dai desideri materiali che dimentichiamo che basta poco per lasciare il mondo fuori di noi e sentirci finalmente liberi.
Liberi di pensare, di sognare, di agire per cambiare la nostra esistenza.
Discorsi utopistici purtroppo, perchè la quotidianità ci obbliga ad essere schiavi di noi stessi, dei nostri limiti, dei nostri desideri; ad essere prigionieri del nostro stesso mondo.
E questo rende tutto più complicato…
“…Chiudo gli occhi, sono cieca o vedo luce dentro me....." "...la prigione è non potersi chiuder dentro..." recitava una famosa canzone di Gianna Nannini
Cosa dire?
Sognare e sperare è lecito, restare con i piedi per terra è d’obbligo.
Ci sono due persone che parlano della vita, dei problemi, del lavoro che non è mai quello desiderato, di una ipotetica vincita al superenalotto.
Ad un certo punto una fa all’altra “ Vorrei vincere tanti soldi, così potrei andarmene da qui, lasciare questo lavoro che non ho il coraggio di lasciare ed avere finalmente la libertà”.
L’altra fa una breve pausa e poi risponde ” Non è con i soldi che acquisti la libertà. La libertà è dentro di noi”.
A volte ci facciamo trasportare talmente tanto dai desideri materiali che dimentichiamo che basta poco per lasciare il mondo fuori di noi e sentirci finalmente liberi.
Liberi di pensare, di sognare, di agire per cambiare la nostra esistenza.
Discorsi utopistici purtroppo, perchè la quotidianità ci obbliga ad essere schiavi di noi stessi, dei nostri limiti, dei nostri desideri; ad essere prigionieri del nostro stesso mondo.
E questo rende tutto più complicato…
“…Chiudo gli occhi, sono cieca o vedo luce dentro me....." "...la prigione è non potersi chiuder dentro..." recitava una famosa canzone di Gianna Nannini
Cosa dire?
Sognare e sperare è lecito, restare con i piedi per terra è d’obbligo.
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